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Gli abbracci sono certezze di parole non dette

Cerca massima espressione nelle sue delicate pennellate cariche di sentimento, con la forza nell’andare oltre, nel vedere svariate sfumature di colore in un pittura che solo in bianco e nero.

Dicono di me…

Luigi Borgognoni prima di tutto un uomo.
Simpatico, empatico e affidabile. Ho avuto modo di conoscerlo negli anni passati come collega e da subito si è creato un rapporto di simpatia spontaneo. Quelle cose che senza programmi specifici si crea e si consolida nel tempo. Come artista ho sempre apprezzato l’immediatezza di coinvolgimento. Le sue mani e i colori costanti hanno sempre scavato e colto l’emozione dell’osservatore, che nel mio caso non è un tecnico o un esperto di opere pittoriche. Conservo gelosamente una sua opera che mi ha donato e le sue mani su una tastiera di pianoforte sono posizionate proprio sul mio strumento e ogni volta che appoggio le mie mani sulla tastiera inevitabilmente le vedo riprodotte in quel quadro.
Delicatezza del tratto ma spesso durezza e profondità il richiamo a realtà drammatiche ne caratterizzano il risultato artistico

Milano Giugno 2020

Giuliano Parolini

Presidente AIDO

Il contrasto fra la cromia e l’acromo, il bianco e il nero, è sempre stato di grande attrazione nel mondo della storia dell’arte.
Già il Wilckelmann, tentando di immaginarsi il mondo perfetto della scultura greca classica ed ellenica, rielaborava il dato storico fantasticando sull’immagine della bianca purezza marmorea rispetto ad una realtà cromica che egli ignorava e non poteva comprendere.
Borgognoni segue e rielabora il mito acromo in un modo particolare e innocente inserendo spesso, rispetto al semplice contrasto del marmo bianco su panno nero, sotto le pennellate di colore che, nel meraviglioso contrasto dei colori, donando una profondità davvero unica alle sue opere; l’inserimento non solo del rosso acceso delle labbra ma anche dei grigi, che simulando la profondità carnosa del marmo aumentando la dimensionalità dell’opera trasferendola, appunto, quasi su un piano scultoreo, permettono di realizzare quadri dallo straordinario impatto visivo ed emotivo.
La morbidezza delle forme, unita alla casta freddezza dei contrasti dà così vita, nelle opere del Borgognoni, ad opere dallo straordinario valore pittorico, quasi istantanee nella loro capacità di cogliere dei momenti eppure plastici, che paiono muoversi non appena l’occhio ne abbandona, per un’istante, l’ispezione.
Attraverso pennellate delicate e studiate il pittore mette dunque in scena una delle più eccezionali qualità dell’arte: la capacità di fotografare l’istante, trasmettendo tutte le profonde emozioni di un singolo fotogramma di spazio e tempo, e la capacità di immaginare storie di passati e futuri mitici, cosicché l’osservatore possa creare, nel movimento che i quadri suggeriscono con eleganza, una storia organica, fatta di sensazioni e passioni capaci di variare non solo con la luce e la tela ma anche con l’umore dello stesso spettatore, complice e compartecipe del processo creativo.

Fotografie di un piccolo Canova dunque, bloccate nel tempo eppure vive, bianche eppure intensamente dipinte, uno spettacolo per gli occhi, sempre alla ricerca di nuove suggestione.

Professor. Andrea Angelo Tomè

Le figure in bianco e nero dipinte dall’artista, sembrano vivere in un mondo distante dove l’essenza fisica lascia lo spazio ad un animo malinconico e romantico dove i soggetti si rivolgono ad un orizzonte lontano distante forse sereno.
La pittura di Borgognoni esprime una figuratività ricca di citazioni e ammiccamenti, tra il neoliberty e manierismo figurativo, non c’è ripetitività nella trattazione dei soggetti, ricchi di intense e delicate variazioni. I nudi, e i particolari dei bambini protetti dalla figura materna e paterna ispirano sentimenti d’amore e sacralità ed esaltazione dei ruoli nella classicità della famiglia. Nelle sue composizioni l’artista opera quel piccolo miracolo di lettura nei recessi della propria intimità di emozioni così private proiettate all’esterno in modi talmente delicati dove però riesce a imprimere nella corporeità, nelle circonflessioni anatomiche sentimenti d’amore come l’affetto, la tenerezza, la riflessione, dove in particolare in una figura maschile dipinta da Borgognoni tutta la forza muscolare del soggetto rappresenta un argine a difesa e protezione dei sentimenti, cogliendo un attimo di eternità rubato alla fuga del tempo.
L’abbraccio, sicuramente il leitmotiv dei suoi soggetti, dove esprime sempre desiderio di una compartecipazione interiore, quasi un impulso a creare una sincronicità di accadimenti, resi quasi intelleggibili con la forma esterna degli oggetti e delle situazioni….. creando di conseguenza un nesso tra idea generante e pittura compiuta, tra scatto ispirativo e risposta complessiva degli equilibri plastici all’interno delle figure, svelando lo slancio e la confessione intima dei sentimenti dell’artista. Questo sicuramente è il grande merito dell’opera pittorica di Luigi Borgognoni.

Nello Taietti

Presidente Fondazione Luciana Matalon

Dal punto di vista stilistico emerge nelle sue opere una morbidezza delle forme, che si accorda perfettamente alle cromie delicate, rivelando un gusto raffinato evidente al contempo nelle pose e nella composizione delle scene.

Attraverso le sue delicate pennellate, attraverso le varie sfumature che il bianco e il nero possono creare, l’artista esprime emozioni,passioni, sentimenti, utilizzando il linguaggio del corpo. Un linguaggio, dunque, non verbale che conduce Borgognoni a raggiungere ancor di più la profondità delle cose in un percorso interiore in cui egli non rappresenta ciò che è visibile agli occhi ma ciò che si percepisce con l’anima… invitandoci in qualche modo a soffermarci sull’emozione suscitata dall’opera più che sul soggetto raffigurato, invitandoci a respirare tutta l’energia che proviene dal dipinto.

E’ come se Borgognoni volesse congelare l’istante in cui si esprime un’emozione, la gioia di un momento, facendoci concentrare su alcuni elementi che spesso distrattamente non notiamo, come l’energia emotiva che scaturisce dalle nostre mani, dai nostri gesti, dai nostri corpi.

Forse proprio per questo i suoi personaggi non ci mostreranno mai il loro sguardo. Questi dipinti sono come piccoli frammenti di vita immortalati su tela, come fotografie da riguardare nel futuro, affinché ognuno di noi possa trovare in essi una parte di sé, una parte di vita che magari aveva dimenticato, un attimo di felicità che non avevamo saputo cogliere e che ora l’artista ci invoglia a riconsiderare, visualizzando il potere della nostra comunicazione a 360 gradi!

Francesca Callipari

Critico d'arte e curatore eventi